I 5 tibetani è un rito orientale diffuso in occidente fin dai primi anni del Novecento.  Una pratica simile allo yoga, consiste in cinque esercizi da eseguire in ripetizione, da praticare preferibilmente il mattino. I cinque riti tibetani regolano i cosiddetti chakra, danno energia e chiarezza mentale e aiutano il corpo a mantenersi giovane e tonico. L’obiettivo degli esercizi è di ottenere calma, energia e tonicità muscolare attraverso la ripetizione e la costanza.

5 tibetani

I 5 tibetani

I cinque tibetani sono dei riti nati proprio in Tibet e conosciuti nel mondo occidentale fin dall’inizio del 1900. La scoperta e la diffusione di tali riti è un misto di verità e leggenda. Negli anni questi riti sono stati associati alla leggenda della fonte dell’eterna giovinezza.

La storia è la seguente. Durante il suo servizio in India e Tibet un certo ufficiale dell’esercito britannico sentì parlare di uno sperduto monastero tibetano dove si custodiva il segreto dell’eterna giovinezza. Partito in esplorazione, l’ufficiale scoprì il luogo misterioso e i monaci che lo abitavano gli insegnarono la pratica dei 5 tibetani. Tornato al campo base l’ufficiale diffuse la notizia. Aveva trovato un antico monastero pieno di monaci molto vecchi, con menti lucide e corpi giovani e scattanti. Il segreto dei monaci tibetani era proprio nell’esecuzione dei 5 riti.

Da questa storia nacque il libro dell’americano Peter Kedler che incontrò l’ufficiale britannico di persona, e ne racconta la storia. Il titolo originale del libro di Kedler è The eye of revelation: ancient secret of the fountain of youth. Nella sua traduzione italiana il libro ha preso il titolo di I 5 tibetani. L’antico segreto della fonte della giovinezza.

i 5 tibetani libro
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Si tratta di un libro che ha avuto un enorme successo a livello mondiale. La pratica dei 5 tibetani è ora conosciuta in tutto il mondo e praticata da centinaia di migliaia di persone nel loro rito del mattino per restare giovani ed aumentare i propri livelli energetici.

I cinque tibetani e i chakra

Secondo la leggenda narrata nel libro, questa pratica ha ormai più di 2500 anni. I 5 tibetani sono una serie di cinque esercizi piuttosto semplici che vengono eseguiti in ripetizione. Il segreto del successo di questa pratica è la continuità. Si tratta di un esercizio da eseguire tutti i giorni, inserendoli nel proprio rito del mattino, o praticandoli in qualsiasi altro momento della giornata.

La funzione dei cinque esercizi proposti nel libro è quella di stimolare i sette chakra, dei punti di energia situati nelle vicinanze della colonna vertebrale. Chiamati chakra secondo la tradizione indù, nella visione occidentale si tratta a tutti gli effetti delle ghiandole endocrine. Tali ghiandole si occupano di secernere ormoni, sostanze fondamentali per il nostro benessere fisico e mentale. 

Nella tradizione orientale, una volta che uno di questi chakra si blocca, l’energia e il livello di salute generale dell’individuo si abbassano. Allo stesso modo nella medicina occidentale, dei livelli ormonali non equilibrati possono risultare in diversi problemi per la salute. In generale è possibile affermare che un buon equilibrio di questi punti energetici, o ghiandole endocrine, porti ad un maggiore benessere fisico e psicologico.

I sette chackra

Nell’antica tradizione orientale i chakra svolgono un ruolo fondamentale per il benessere del copro e dello spirito. In generale si pensa che tutto l’universo è formato da energia in movimento, anche il corpo. Proprio in linea con questa filosofia, in antico sanscrito la parola chakra significa ruota. L’energia che ruota all’interno del nostro corpo viene chiamata prana.

i cinque tibetani chakra
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Quando i sette chakra allineati all’interno del corpo ruotano creando la giusta quantità di energia, tutte le zone del corpo saranno sane e vitali, come del resto la mente e lo spirito. Quando uno dei chackra ruota troppo veloce o troppo piano, crea dei disequilibri che si riflettono sulla salute fisica e mentale dell’individuo. Un buon funzionamento dei sette punti di energia porta a vivere una vita armoniosa ed energetica. 

Ecco i sette chackra: 

  • Chacra Radice
  • Chakra Sacrale
  • Plesso Solare
  • Cuore
  • Gola
  • Terzo Occhio
  • Chakra corona

Ad ognuno dei chakra è attribuito un colore ed una funzione. Si può risvegliare e allineare l’energia dei sette punti con lo yoga, la meditazione o praticando i 5 riti tibetani. 

5 riti tibetani per restare giovani

I benefici nel praticare questi riti tutti i giorni sono davvero molteplici. Lo scetticismo verso questa pratica è normale, e molti pensano che si tratti di esercizi alla moda, che col tempo spariranno lasciando il tempo che hanno trovato. La verità è che sempre più persone si avvicinano a questa pratica. Dopo circa uno o due mesi di pratica giornaliera, la maggior parte degli individui ha affermato di sentire dei benefici a livello energetico, dell’umore e della tonicità dei muscoli

Forse i 5 riti tibetani non rappresentano l’elisir dell’eterna giovinezza. Quello che è sicuro è che compiere questi cinque semplici riti tutti i giorni aumenta l’energia e il tono muscolare, mantenendo il corpo e la mente sani ed attivi. Come si è già spiegato però, la chiave di questi esercizi sta nella costanza e nella ripetizione. non si tratta quindi tanto dell’esercizio fisico, ma piuttosto della presenza nel momento e della costanza in una pratica volta a prendersi cura di se stessi e del proprio corpo. 

Vediamo tutti i benefici di questi riti:

  • aumentano i livelli di energia
  • positività e buon umore
  • presenza nel momento
  • adrenalina e positività per la giornata 
  • rilassamento e concentrazione prima di dormire
  • stimolazione ed equilibrio dei chakra (ghiandole endocrine)
  • flussi energetici rivitalizzati
  • movimento e tonicità dell’apparato scheletrico e muscolare
  • abbassamento dei livelli di stress
  • diminuzione di ansia e nervosismo

5 esercizi tibetani

I 5 esercizi tibetani sono molto semplici e permettono di ottenere dei buoni risultati nel medio-lungo termine. Come già sottolineato, il punto chiave in questa pratica è la costanza.

I cinque esercizi tibetani si basano sulla ripetizione. Ecco la sequenza con cui affrontare ognuno dei 5 esercizi, dalla prima settimana di inizio della pratica, in poi. Ogni settimana si passa ad incrementare il numero di esercizi.

Non è importante il numero di esercizi che si compiono per l’efficacia di questa pratica. Fondamentale invece è proprio la costanza nell’eseguire gli esercizi su base giornaliera (per questo è consigliato inserirli in un rituale, come quello del mattino). Una volta arrivati alle 21 ripetizioni i 5 esercizi tibetano dovrebbero prendere circa 20 minuti per la loro esecuzione completa. Un piccolo arco di tempo da dedicare alla propria salute fisica e mentale.

Numero di ripetizioni: 

  • 3
  • 5
  • 7
  • 9
  • 11
  • 15
  • 18
  • 21

Può succedere anche ai praticanti più assidui di dover salare un giorno di esercizi. In questo caso non c’è nulla da temere, la disciplina di questi esercizi non prevede alcun tipo di cambiamento nella routine. 

Attenzione però. Se si saltano due giorni di fila si deve ritornare al numero di ripetizioni della settimana precedente. Se si saltano più giorni di fila o in una stessa settimana si deve tornare indietro secondo il numero corrispondente di giorni. Se si sospende l’attività per più settimane di fila bisognerà ricominciare dalle 3 ripetizioni giornaliere. 

Primo rito

primo rito 5 tibetani
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Il primo rito dei cinque tibetani assomiglia alla posizione yoga della montagna. Si tratta di un movimento da eseguire in piedi con le braccia aperte e parallele al pavimento. L’esercizio corrisponde nel girare verso destra per un certo numero di volte, guardando la propria mano o un punto fisso per non avere giramenti di testa o nausea.

Un giro corrisponde ad una ripetizione. Per questo è necessario eseguire tanti giri quante sono le ripetizioni della settimana. Questo esericio è utile per riattivare tutti i sacra e per energizzare il corpo intero, risvegliandolo e caricandolo di energia.

Secondo rito

secondo rito 5 tibetani

Il secondo rito tibetano è simile alla posizione yoga del cadavere o savasana. Per cominciare bisogna stendersi supini con le braccia distese lungo i fianchi. L’esercizio consiste nell’alzare il mento e la testa verso l’addome e allo stesso tempo alzare le gambe in una linea perpendicolare alla terra. 

Questo esercizio è molto utile per risvegliare tutti i muscoli addominali e la muscolatura del torace. Utilissimo per mantenere tonici l’addome, i fianchi e i glutei. L’esercizio risveglia e armonizza diversi chackra, come il plesso solare, il chakra sacrale e il chackra del cuore. 

Secondo la tradizione, i monaci tibetani svolgono questo esercizio su un tappeto da preghiera. Nel nostro caso si può utilizzare un tappetino antiscivolo da yoga, o un pavimento caldo o di legno. 

Terzo Rito

terzo rito 5 tibetani

Il terzo rito tibetano consiste nel mettersi in ginocchio con la schiena bene eretta e la spina dorsale allungata al massimo. Dopodichè il movimento consiste nel piegare la schiena all’indietro, con un leggero inarcamento della spina dorsale. Le mani sono poste nella zona lombare o nei glutei per sostenere il corpo e la parte bassa della schiena. 

In numero di ripetizioni da compiere sono quelle del livello a cui si è arrivati. Questo rito tibetano ricorda la posizione yoga del cammello ed è utile per rinforzare la schiena la zona lombare, una zona molto sensibile. Spesso infatti è in questa area del copro che si accumulano stress e tensione, risultando nel classico mal di schiena. 

Quarto rito

quarto rito 5 tibetani

Il quarto rito è quello che può portare un minimo di difficoltà. Per cominciare la sequenza di movimenti sedersi sul tappetino con le gambe allungate. Successivamente, tenendosi con le mani alzare i glutei, formando così una specie di ponte. La testa segue il movimento del corpo e del torace, guardando in alto se possibile o piegandosi leggermente verso il torace. 

Questo movimento stimola una serie di complessi muscolari molto importanti. I glutei, gli addominali, i muscoli della schiena, ma anche delle braccia e delle gambe. Un movimento semplice ma completo che risulta in un benessere complessivo per il corpo e la mente. 

Quinto Rito

quinto rito 5 tibetani

Il quinto rito tibetano sarà molto semplice per chi ha praticato yoga almeno qualche volta nella sua vita. I movimenti sono quelli fondamentali delle posizioni del cane. Si comincia da stesi, alzandosi sulle braccia e inarcando la schiena, raggiungendo una posizione che può assomigliare ad una L. Si tratta della posizione del cane che guarda in alto. Il secondo movimento, diametralmente opposto, è quello del cane che guarda verso il basso. Si muove la schiena verso l’alto e ci si sostiene su mani e piedi, formano una V rovesciata. 

Il quinto rito stimola tutti i chakra e permette di aumentare l’autostima e la sicurezza in se stessi. Si tratta di un rito che stimola moltissimi muscoli nel corpo, e permette di sentirsi tonici e rinvigoriti. 

I riti tibetani e il respiro

Come moltissime pratiche meditative legate allo yoga, anche i movimenti che si eseguono nei 5 tibetani sono particolarmente legati al respiro. 

Aumentare la propria capacità di restare nel momento, concentrarsi e connettere il corpo alla mente è uno degli scopi principali di questo esercizio. Secondo la tradizione orientale il respiro è i veicolo principale per connettere il corpo e la mente. Per questo è di importanza fondamentale quando si praticano i cinque riti tibetani. 

Respirare correttamente durante gli esercizi è piuttosto semplice. La regola fondamentale è quella di inspirare mentre si compie lo sforzo, e di espirare mentre si rilassano i muscoli. Il ritmo si prende con molta facilità, solo abbinando il movimento con il respiro si può trarre davvero beneficio da questa pratica. 

Con il passare del tempo, ci si accorgerà anche come le proprie capacità polmonari aumentino durante gli esercizi e le ripetizioni. Lo scopo è proprio quello di aumentare la propria capacità di respirare e di mantenere la concentrazione sul momento e sul corpo, in un momento meditativo. 

Controindicazioni ai 5 tibetani

Non esistono delle controindicazioni conosciute nel praticare questi riti. 

Tuttavia, trattandosi di una pratica che coinvolge il movimento di tutto il corpo, può costituire un ostacolo per chi ha dei problemi di movimento o problemi di salute. Se questo fosse il caso, è sempre e comunque consigliato di rivolgersi ad un medico prima di cominciare il cammino dei 5 tibetani. 

In generale però, trattandosi di movimenti lenti e ripetitivi, si può affermare che  si tratta di una pratica adatta alla maggior parte delle persone in salute. 

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