La dieta dissociata è un regime alimentare introdotto dal dottor W.H. Hay nel 1931, e spigata nel suo libro Food Allergies, un lavoro che ispirò moltissimi nutrizionisti nei decenni successivi. Il libro è ancora oggi molto popolare e la dieta dissociata è ancora uno dei regimi alimentari più popolari in tutto il mondo. 

dieta dissociata
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La dieta dissociata

Come abbaimo visto, la dieta dissociata è un regime alimentare in circolazione dagli anni 30, inventato con precisi scopi medici. Non si tratta di una semplice dieta settimanale per dimagrire. La dieta dissociata basa le proprie raccomandazioni alimentari su basi scientifiche, che osservano il metabolismo del corpo e l’analisi dei processi digestivi.

Sono molte le critiche questa dieta, che nonostante la sua popolarità è stata obiettata nelle sue basi scientifiche da moltissimi esperti. Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste la dieta dissociata e come integrarla nella propria alimentazione. (Ricordiamo a tutti i nostri lettori che in generale le diete settimanali con drastiche perdite di peso non sono consigliate. Per dimagrire in modo sano e duraturo è necessario fare dei cambiamenti più profondi e rivolgersi ad un nutrizionista per una dieta personalizzata). 

La dieta dissociata per dimagrire velocemente

La dieta dissociata è spesso elencata tra i metodi per dimagrire velocemente, o tra le diete da fare per una settimana per perdere i chili di troppo. Da sempre la nostra redazione si oppone a questo tipo di approccio al dimagrimento, che dovrebbe essere affrontato sul lungo termine, con obiettivi seri e realistici.

La dieta dissociata offre comunque dei buoni spunti, e nonostante le critiche alla scientificità delle sue affermazioni, può portare dei benefici se presa nei giusti termini. 

La teoria principale alla base di questa dieta è la seguente: il motivo principale per cui si ingrassa è la cattiva associazione di cibi durante i pasti o la giornata. Per dimagrire è sufficiente fare delle buone associazioni alimentari, secondo delle regole molto precise. Vediamole.

Regole da seguire nella dieta dissociata

Ecco tutte le regole da seguire per intraprendere questo regime. Questa dieta si basa sull’associazioni di macro-gruppi alimentari nello stesso pasto o anche durante la stessa giornata. 

dieta dissociata funziona
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  1. Cibi della stessa categoria: durante la giornata, o quando si pensa al prossimo pasto è necessario tenere a mente le associazioni tra gruppi alimentari. Il principio base della dieta è proprio quello di mangiare solo cibi dello stesso gruppo, o cibi di gruppi compatibili. Evitando di associare gruppi incompatibili si evita anche di ingrassare. 
  2. Favorire frutta e verdura: questo regime alimentare spinge l’individuo a consumare prevalentemente prodotti vegetali. 
  3.  Limitare le proteine animali: un’altra raccomandazione della dieta è quella di limitare le proteine animali. Mangiare quindi con moderazione carne, latticini, uova. 
  4. Non associare carboidrati e proteine: secondo questo regime alimentare, questa associazione è particolarmente dannosa per il corpo. La digestione è difficoltosa per i diversi livelli di acidità favorevoli allo stomaco e all’intestino tenue per processare al meglio questi cibi. La pasta al ragù è da dimenticare. 
  5. Non associare carboidrati e amidi: i carboidrati sono alla base della dieta mediterranea. Si tratta di un alimento che viene digerito in modo immediato dal corpo. Il contrario vale per gli amidi (contenuti per esempio nelle patate) che vengono digerite con lentezza, con un processo che finisce nell’intestino tenue. 
  6. Non associare carboidrati e zuccheri: quella di mangiare frutta o dessert dopo un piatto di pasta, è un’abitudine scorretta secondo questa dieta. Meglio consumare la frutta in un momento separato della giornata. Le mele fanno eccezione a questa regola generale. 
  7. Tempo tra i pasti: per garantire i risultati ottimali e per una buona digestione, è consigliato lasciare il tempo adeguato tra un pasto e l’altro. Per questo si consiglia di far passare almeno 4 ore tra i due pasti principali, pranzo e cena. 
  8. Prima i carboidrati: secondo questa dieta è meglio mangiare i carboidrati nella prima parte della giornata, preferendo un piatto proteico per cena. Il corpo sembra beneficiare degli zuccheri semplici presenti in cereali, pasta e riso nella prima parte della giornata, ricevendo energia e calore. 
  9. Single è meglio: una delle princiali raccomandazioni di questa dieta è di scegliere una sola proteina durante la cena o il pasto proteico. È di fondamentale importanza non mescolare pesce, carne e formaggio. 
  10. Salta il dessert: se vuoi perdere peso uno dei primi passi da intraprendere è proprio evitare i cibi ricchi di zuccheri semplici. Per ottenere dei risultati con la tua dieta dimentica completamente il dessert e concentrati su cibi naturali e nutrienti.   

Funziona?

Quanti chili si possono perdere con la dieta dissociata? Si tratta di un regime alimentare che funziona davvero?

Come in tutti gli altri regimi alimentari e diete settimanali (come per esempio la Dieta Dukan, o la Dieta del Minestrone), i risultati che si possono ottenere sono individuali. Moltissimi tra chi ha provato questa dieta affermano che si possono perdere fino a 3 kg nella prima settimana, e ancora di più se si continua per dei giorni aggiuntivi. Nella pratica, tutti otterranno dei risultati diversi, che si basano anche sulla loro corporatura, metabolismo e livello di attività fisica. 

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La dieta dissociata funziona davvero? Sono in molti a farsi questa domanda, ma la risposta non è chiara. Le critiche a questo approccio sono molte, anche se il suo successo negli ultimi 90 anni ha imposto agli scettici un momento di riflessione. Sebbene la dieta non sia priva di difetti, è anche vero che insegna un modo di mangiare che predilige frutta e verdura, a discapito delle proteine animali.

Un altro punto a favore della dieta è quello di non imporre quantità fisse di cibo o calorie da ingerire durante la giornata. Si tratta quindi di una dieta che permette una certa flessibilità e la possibilità per chi la intraprende di raggiungere la sazietà, evitando stress inutili a livello organico e psichico. 

Riconoscere a quale categoria appartengono gli alimenti

Quando si comincia a ragionare in termini di macro-categorie quasi tutti abbiamo una concezione di quali cibi appartengono alla categoria ‘proteine’ e quali alla categoria ‘carboidrati’. 

Alcuni alimenti però sono difficili da assegnare ad una categoria, o ci traggono in inganno con facilità. Un esempio veloce: il pomodoro è un frutto o una verdura? 

Ecco quindi una breve carrellata, che chiarisce quali sono le macro categorie da conoscere per portare a termine con successo questo regime alimentare. 

  1. Carboidrati: pasta, riso, pane, patate, piselli, fagioli, farro, orzo, segale, zucca, patata dolce, carote, etc. 
  2. Proteine: si intendono le proteine di origine animale come carne, pesce, uova, latticini e quelle di origine vegetale come noci e semi. 
  3. Grassi: olio, burro, condimenti, avocado, latte di cocco etc.  
  4. Verdura: asparago, broccolo, cavolo, cavoletti di bruxelles, zucchine, spinaci, pomodoro, lattuga, fagiolini, cipolla, cavolfiore, melanzana, etc. 
  5. Frutta: mela, pera, melone, anguria, banana, uva, pesca, prugna, limone, pompelmo, arancia, ananas, kiwi, etc.

Le critiche alla dieta dissociata

Questa dieta gode di un grandissimo successo da quasi cent’anni. Il regime delle associazioni alimentari ha aiutato molti a ritrovare un buon equilibrio digestivo, perdendo peso e ritrovando la forma. 

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Nonostante il successo di questa dieta, ci sono alcune critiche a questo regime da prendere in considerazione. La dieta dissociata ha subito molte critiche durante la sua lunga storia, vediamo quelle principali. 

  • Non prende in considerazione la soggettività: l’alimentazione e la tolleranza dei cibi cambiano da persona a persona. Individui diversi possono soffrire mangiando associazioni diverse, non è detto che tutti gli organismi si adattino alle stesse regole. 
  • Cibi individuali: stesso discorso vale per i cibi individuali. Spesso sono i cibi singoli a irritare l’intestino o a rallentare la digestione, non l’associazione di cibi diversi. 
  • Buona digestione complessiva: nonostante alcune difficoltà riscontrate nei singoli individui, non è stato dimostrato che alcune associazioni di cibi presentino problemi per l’apparato digerente. 
  • Freno alla creatività in cucina: questa dieta, soprattutto per chi la affronta a livello giornaliero, piuttosto che di pasto in pasto, pone dei grossi limiti alla libertà individuale. Creatività e sperimentazione sono due elementi fondamentali per godersi al massimo i piaceri della cucina, senza porsi limiti inutili. 

Esempio di dieta dissociata

Ecco un esempio di dieta dissociata. Ricordiamo che l’esempio di regime alimentare che segue non è sostituibile al parere di un medico o di un nutrizionista. Se si vuole perdere peso in modo serio, è necessario rivolgersi ad una di queste figure per un programma personalizzato. 

Ecco un esempio di menù per una giornata tipo seguendo al dieta dissociata. Questo menù rispecchia un apporto calorico di circa 1200 calorie, adatto ad una donna di corporatura media che voglia perdere peso. 

Colazione: 

  • Yogurt magro con frutta di stagione
  • Caffè d’orzo, tè o caffè

Spuntino: 

  • Frullato di frutta di stagione, a cui si può aggiungere verdura a scelta. Un’ottimo esempio è arancia-carota-zenzero

Pranzo: 

  • Una porzione di 80 gr di carboidrati (riso integrale, pasta integrale, avena o farro in chicchi) a scelta, accompagnato da un’insalata verde, zucchine, melanzane, peperoni alla griglia. 

Spuntino del pomeriggio: 

  • Una spremuta di agrumi
  • Un frutto di stagione a scelta. Mela e ananas sono tra i più indicati per perdere peso. Se l’obiettivo è dimagrire uva e banane sono da evitare.

Cena: 

  • Una cena proteica con circa 2 etti di pollo, tacchino, pesce bianco o uova (uno a scelta) accompagnata da un’insalata o verdure alla griglia.
  • Oppure una zuppa di verdure e patate accompagnata da un’insalata e verdure di stagione.

Dieta dissociata Libro

Il libro originale della prima dieta dissociata si intitola Food Allergies e fu pubblicato dal dottor Hey nel 1931. Un lavoro fondamentale, che ispirò decine di nutrizionisti e medici negli anni successivi. A partire da questo libro sono state sviluppate moltissime altre diete, che si basano appunto sul principio della buona associazione di alimenti. 

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